12 Nov. ore 17.00 Proiezione del film Figli della Libertà

Anna e Lucio hanno deciso di fare una scelta per l’educazione della loro figlia Gaia: lasciare la scuola e tentare un approccio più familiare, che rispetti i tempi e gli interessi del bambino. Gaia ora frequenta un progetto di pedagogia libertaria dove viene riconosciuto ai bambini la capacità di decidere come, quando, che cosa e con chi imparare. Niente, voti, niente compiti, niente banchi.
Ma se a livello teorico è tutto perfetto, nella pratica i dubbi cominciano ad arrivare. Si riesce davvero ad imparare fuori dagli schemi scolastici?
Seguiremo il papà Lucio mettere in discussione la nuova scelta educativa quando si accorge che Gaia si sta “disallineando” dagli altri bambini. Si chiede se diventerà un outsider o una persona felice e realizzata.
Per capirlo Lucio si lancia alla ricerca di chi non è andato a scuola per capire cosa ha combinato nella vita e rispondere alla domanda: ma chi cresce libero, infine, diventerà comunque schiavo?...Dopo la proiezione del film sarà presente Anna Polio, regista del film insieme a Lucio Basadonne nonchè mamma di Gaia, che darà il suo contributo e sarà disponibile a rispondere alle domande del pubblico in sala.

Nel contributo del biglietto è compreso un piccolo aperitivo bio e vegetariano.

DATA: Domenica 12 Novembre ore 17,00
LUOGO: Gea la Terra dei Bambini, via dei Colli, 2 Castel Madama RM
Contributo richiesto: 5 €
PER PRENOTARE: telefonare ai numeri:
338 8083355 Sara
339 4892782 Rachana
dal lunedì al venerdì nei seguenti orari 10-12/ 16-19;
oppure:
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
fb: Gea la terra dei bambini

Dalla ricerca dii Corradina Triberio nasce il libro Hikikomori, un emergenza educativa?

Scarica il libro gratuitamente a questo indirizzo web.

 

La paura atavica del pifferaio magico

 

Pochi giorni fa un servizio de Le Iene (programma di intrattenimento televisivo italiano n.d.r.) ha sollevato un’ondata di allarmismo illustrando un fenomeno denominato “Blue Whale”, ovvero un gioco invitante i partecipanti – in genere adolescenti – a eseguire una serie di prove a cadenza quotidiana, comportanti gesti di autolesionismo, fisico e psicologico, il cui culmine è rappresentato dal suicidio del soggetto, durante il 50° giorno, con un salto da un edificio.

Il nome deriverebbe dalla tendenza naturale delle balenottere azzurre a suicidarsi spiaggiandosi a riva.

Quella che è rimbalzata agli onori della cronaca come notizia shock si è rivelata giorni dopo quanto meno dubbia se non una bufala.

 

La prima impressione di un meccanismo già noto

 

Inizialmente il sottoscritto ha provato a svolgere una ricerca su google trovando una specie di ping pong tra le varie testate internazionali, che rimbalzavano la notizia dei circa 130 suicidi di adolescenti russi senza citare fonti e senza approfondire le cause e le modalità di un fenomeno dai connotati alquanto dubbi.

Dopo la visione del servizio delle Iene e una prima lettura degli articoli succitati il fenomeno sembrava essere simile nelle modalità al processo con cui i fondamentalisti islamici creano i kamikaze e con cui in Congo sono stati plasmati i bambini soldato: i soggetti manipolatori tendono a creare tra le potenziali vittime un forte clima di gruppo dotato di un sistema distorto di valori; soddisfare quelle prove assurde può significare per una mente ancora acerba o debole un modo per affermare forza, coraggio, costanza, disprezzo del pericolo.

In un certo senso il suicidio sembrava essere valorizzato come un modo per prendere in mano la propria vita.

Nel video delle Iene la prima vittima in Russia veniva definita una sorta di leggenda tra gli adepti.

A questo meccanismo bisogna aggiungere una serie di pressioni psicologiche tali che il rifiuto nel seguire questo cammino possa portare a conseguenze specialmente sociali (come l’emarginazione dal gruppo), sebbene nei paesi islamici e in Africa si punti anche sulla superstizione e il pensiero magico (Allah ti premierà con il paradiso e 100 spose vergini).

Ad esacerbare il percorso verso il suicidio sembra vi fossero inoltre una serie di stimoli deprimenti cui quotidianamente si sottoponevano questi ragazzi, sempre nell’ottica del superamento delle prove.

 

Ma davvero dobbiamo credere a tutto ciò che leggiamo?

 

Tuttavia ben presto alcuni interrogativi si saranno insinuati nella mente di chi come il sottoscritto ha dubitato circa il potere iniziale che chi ordisce questa trama deve detenere per poter agganciare e motivare le vittime.

Pare che Budeikin, il 22enne studente di psicologia apparente ideatore del gioco, usasse la minaccia all’incolumità dei cari dei ragazzi: questo stato di cose stride con il meccanismo espresso prima; la minaccia è cosa ben diversa dalla motivazione intrinseca dettata dal rispetto di valori e difficilmente le due cose si fondono.

In ogni caso dopo qualche giorno di panico sono rimbalzate le prime incongruenze (le 4:20 era in realtà l’orario in cui i fumatori di marijuana in California si univano per fumare e non quello in cui le vittime dovessero svegliarsi la notte, così come la maggior parte dei suicidi in Russia si sono verificati addirittura venti anni fa, inoltre  i gruppi tematici sul social incriminato, -VKontakte- sono nati nella maggior parte dopo l’esplosione mediatica) e tutto il fenomeno resta da verificare.

 

 

Strumenti preventivi esistono già

 

Il mio invito a non lasciarsi andare al panico postato su gruppi facebook di genitori di minori con ADHD vale oggi più di ieri.

Il timore di un pifferaio magico che dallo schermo rapisca i bambini per portarli al suicidio è in buona parte ingiustificato, tuttavia anche se questa notizia fosse vera cautelarsi è molto semplice: il timore molto più fondato di adescamenti pedofili e possibili atti di cyberbullismo è stato già affrontato efficacemente da molti genitori con una corretta educazione all’utilizzo responsabile e controllato dei social.

La lezione lasciata da questo episodio sembrerebbe piuttosto quella della nefasta potenza della viralità di internet e purtroppo quello della diffusione di notizie infondate o false nel futuro prossimo sarà un problema da affrontare seriamente.

Dr. Pietro Sgambati

Psicologo, Consulente della comunicazione a orientamento Analitico Transazionale

Illustrazione di Raffaele Conte www.raffaeleconte.net

(Attenzione, questo articolo prende in considerazione la prima puntata delle Iene, programma di intrattenimento Italiano, sul fenomeno cosidetto Blue Whale; come volontari Educatori ci teniamo a portare in discussione qualunque argomento che possa essere rilevante per il nostro settore; non spetta a noi negare o confermare l'esistenza di questo fenomeno specifico ma piuttosto portare l'attenzione sugli inganni della rete e sull'attuale fenomeno della ricerca di apprezzamenti e riconoscimenti via social che per molti adolescenti è l'attuale campo di confronto e sperimentazione identitaria. Dr. Branchetti  Maria Cristina, Educatrice)

 

 

 

1 albero, 2 associazioni, 3 anni, 31 adulti, 78 bambini sono gli ingredienti della magica pozione che ha tramutato un'idea in una favola.

Eccoci, ci siamo. 'Ma che bella storia!' sta per entrare nel vivo del suo gran finale. Sabato arriverà a Roma da Burj al Shemali, Jasmine, la bambina palestinese 'ambasciatrice' dei suoi compagni della biblioteca Sohail Sabbagh del campo profughi. Lunedì mattina finalmente potrà conoscere 'dal vivo' gli amici romani di Primavalle che per tre anni hanno partecipato assieme a lei e ai bambini palestinesi a questa lunga avventura sotto la guida del magico Albero Linguacciuto.
Linguacciuto sarà ancora una volta con noi, diventato ora protagonista del libro 'Ma che bella storia' in cui trovare gli ingredienti della magica pozione che ha tramutato un'idea in una favola. Una pozione offerta a tutti per scoprire, conoscere, amare...
In questo ultimo scorcio di maggio, favola e storia si prenderanno a braccetto per procedere insieme in una straordinaria e affascinante esperienza che solo i bambini potevano regalarci con la loro fantasia e il loro entusiasmo. Ecco tutto quello che succederà e siete davvero tutti invitati a stare con noi.

23 maggio, ore 10 - 12:30
Biblioteca Basaglia
via Federico Borromeo, 67 (Primavalle)

Nella Sala Teatro della biblioteca ci sarà la chiusura ufficiale del progetto con le due scolaresche romane, Jasmine e Kamal Mhshayrfe. Collegamento skype con Asma al Jooma della biblioteca Sohail Sabbagh a Burj al Shemali.
In biblioteca si potrà seguire il percorso di 'Una passeggiata nel bosco di Ma che bella storia!', mostra con gli alberi-storia preparati dai bambini palestinesi e romani. La mostra si potrà visitare anche nei giorni successivi negli orari della biblioteca.

24 maggio, ore 15 - 17
Scuola Alberto Sordi
via Taggia, 70 (Primavalle)

Festa COMI, i bambini presenteranno il loro lavoro a genitori e ospiti della scuola. Jasmine, Kamal Msheirfihe saranno con loro per rispondere alle curiosità di tutti. Wasim Dahmash - studioso e docente universitario - parlerà sul tema del 'Diritto al ritorno' dei profughi palestinesi.

25 maggio,
Biblioteca Marconi, ore 17:30
via Cardano, 135 (quartiere Marconi)

Nel quadro della rassegna 'Muri e frontiere. Un'umanità in fuga' organizzata dal Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma si parlerà di Palestina con Francesco Migliaccio autore di 'Primavera breve. Viaggio tra i labili confini di Israele e Palestina', con la proiezione del corto, vincitore del Festival Al Ard 2016, 'The living of the pigeons' di Baha' Abu Shanab e con la testimonianza di Kamal Msheirfihe.

Il libro 'Ma che bella storia!' sarà disponibile e in vendita in ognuno dei tre appuntamenti.

Vi aspettiamo per condividere con noi questa straordinaria storia sicuri che vi piacerà.

https://www.ulaia.org/

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